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Sulcis Iglesiente, terra del Pdl

12 Giugno 2009

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POLITICA

SULCIS IGLESIENTE, TERRA DEL PDL

L’esito delle ultime elezioni mostra che il Sulcis Iglesiente non è più la roccaforte della sinistra. A Iglesias il Pdl è il primo partito, a Carbonia il Pd regge ma perde punti. Tuttavia per i primi cittadini i risultati «sono in miglioramento rispetto alle regionali»
Che il Sulcis Iglesiente non fosse più terra del centro-sinistra era già un dato certo all’indomani del voto che nel febbraio scorso ha contribuito alla vittoria del presidente Cappellacci.
VINCE IL PDL Il responso dell’urna di quest’ultima tornata elettorale non ha fatto che confermarlo: la popolazione dei 23 Comuni della Provincia ha scelto il Popolo della Libertà, facendo eccezione per Carbonia, Villamassargia, Portoscuso, San Giovanni Suergiu, Gonnesa e Tratalias. In tutti i Comuni il terzo partito si conferma l’Udc mentre L’Italia dei valori ha conquistato punti percentuale un po’ ovunque. Se la matematica non è un’opinione, il Sulcis Iglesiente ha confermato di aver abbandonato il rosso per l’azzurro, di non essere più la solida roccaforte della sinistra.
L’ASTENSIONE Vero è che l’astensionismo che ha caratterizzato questa tornata elettorale falsa un po’ il risultato (ma questo discorso, è bene ricordarlo, vale per tutti), «lo falsa al punto – analizza il presidente della Provincia Pierfranco Gaviano – che un giudizio politico su questi risultati rischia di essere un po’ troppo approssimativo. Ritengo che oggi il dato su cui si debba ragionare, in vista delle elezioni comunali e provinciali, sia ancora quello delle ultime regionali. Certo, a un anno di distanza qualsiasi discorso è ancora aperto, in dodici mesi possono cambiare tante cose».
IGLESIAS Non sono dello stesso parere i sindaci dei due centri maggiori che invece, nonostante la vittoria sia andata complessivamente al centro-destra, in questi risultati riescono a vedere un dato che permette di essere «moderatamente ottimisti».
Ne è convinto Pierluigi Carta sindaco di Iglesias, città dove il Pdl ha vinto ottenendo il 35,21 dei consensi (e l’Udc il 14,12). Il Pd si è fermato al 31,69, «ma se alle regionali il distacco con il Pdl era di migliaia di voti – afferma – oggi è di qualche centinaio. Non c’è stato il crollo e questo può essere interpretato come un’inversione di marcia. Certo – aggiunge – il Pd ha grossi problemi da risolvere e la recente distruzione degli accordi a livello provinciale ha inferto un duro colpo al centro sinistra; tuttavia ritengo che la partita sia del tutto aperta sia per le comunali che per le provinciali».
CARBONIA Dello stesso parere Tore Cherchi sindaco di Carbonia dove il Pd ancora regge nonostante l’avanzata del Pdl abbia fortemente ridotto le percentuali bulgare delle ultime comunali. Oggi il Pd è arrivato al 41,5 per cento (alle regionali era il 38,7) mentre il partito di Berlusconi è arrivato al 28 per cento: «Tre mesi fa la situazione pareva del tutto compromessa – analizza il sindaco – oggi ritengo che i numeri siano confortanti. Il Pd ha recuperato consensi e anche se oggi il Pdl è il primo partito del territorio ci sono i numeri per considerare la situazione aperta». Non la pensa così Silvana Usai, coordinatrice del Pdl per il Sulcis Iglesiente: «Gli elettori hanno rinnovato la fiducia riposta nel centro-destra per il superamento di questa crisi senza precedenti – afferma – ora si aspettano fatti concreti che in passato non sono mai stati conseguenti alle promesse e da parte dell’attuale Governo c’è tutta l’intenzione di non deludere le aspettative».
(STEFANIA PIREDDA – tratto da L’UNIONE SARDA)


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