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Archivio 22 Settembre 2009

Iglesias. Nuovo ospedale? «Spreco di fondi»

22 Settembre 2009 Commenti chiusi

 

 

Iglesias. Nuovo ospedale? «Spreco di fondi»

Dopo Tore Cherchi anche Pierluigi Carta respinge l’idea della costruzione di un ospedale in campagna al posto dei tre già presenti nel Sulcis.
Il mega-ospedale non piace proprio a nessuno. Dopo le dure prese di posizione del sindaco di Carbonia Tore Cherchi, anche il primo cittadino dell’altro capoluogo del Sulcis Iglesiente Pierluigi Carta critica l’ipotesi – contenuta nella bozza del Piano regionale di sviluppo – di realizzare un unico nosocomio in grado di servire tutto il territorio, che comporterebbe la chiusura dei tre ospedali urbani presenti nei capoluoghi.
LE CRITICHE Secondo il primo cittadino di Iglesias il progetto, per il momento soltanto ventilato dalla Giunta regionale, «sarebbe un servizio reso più alla causa del cemento che non a quella del benessere della popolazione». I motivi sono anzitutto di natura economica: «lo smantellamento del Sirai, del Santa Barbara e del Cto – ha detto Carta – sarebbe un’operazione assai più onerosa che remunerativa, visto che nell’attuale situazione di ristagno del mercato immobiliare, sarebbe arduo trovare degli acquirenti e spuntare un prezzo conveniente, a fronte dei costi astronomici necessari per l’edificazione del nuovo ospedale». Tanto più considerando che sono già stati spesi 23 milioni di euro per i lavori di ampliamento e ammodernamento in corso sia al Sirai che al Cto di Iglesias. Appaltati nel 2003 («da una Giunta dello stesso colore dell’attuale» – ha puntualizzato Carta), i lavori non sono ancora stati conclusi, ed è prevedibile che Regione e Asl dovranno sborsare ancora diversi milioni per ultimarli. «Ci troveremmo nel paradosso di dover chiudere reparti nuovi di zecca – ha aggiunto il sindaco di Iglesias – e tre ospedali, moderni e perfettamente funzionanti».
IN CAMPAGNA Secondo quanto ipotizzato dalla Regione, la nuova mega-struttura sanitaria dovrebbe sorgere nelle campagna tra Iglesias e Carbonia, in un punto di facile accesso sia dai capoluoghi che dalle altre aree del territorio. «È chiaro – ha convenuto Carta – che una distribuzione razionale dei servizi ospedalieri nel territorio aiuterebbe a contenere la spesa sanitaria, ma la formula ipotizzata dalla Regione non sembra essere efficace in questo senso». Non manca qualche strale politico nelle considerazioni del primo cittadino, secondo cui «una scelta di questa rilevanza dovrebbe scaturire da studi adeguati sull’effettiva fattibilità, e soprattutto dal confronto con il territorio. Ma nel recente incontro promosso dalla Giunta regionale per tracciare insieme alla popolazione e alle istituzioni del Sulcis Iglesiente le linee del Piano di sviluppo, non è stata fatta alcuna menzione del progetto per il mega-ospedale».
(Fonte:Unione Sarda)


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Sant’Antioco. Archeologia-boom, tra musei e chiese quasi ventimila presenze in tre mesi

22 Settembre 2009 Commenti chiusi

 

 

Sant’Antioco. Archeologia-boom, tra musei e chiese quasi ventimila presenze in tre mesi

Quasi ventimila visitatori in tre mesi nel nmuseo e nei siti archeologici di Sant’Antioco. Una folla di tursti che ha scelto le vacanze all’insegna dell’intreccio tra svago e cultura, anche grazie a un bellissimo agosto che ha favorito la frequentazione delle spiagge e delle scogliere da parte dei numerosi turisti che hanno scelto come meta delle loro vacanze l’isola di Sant’Antioco. Il bel tempo ha permesso anche ai vacanzieri di dedicare una parte della villeggiatura alla cultura. Numerosi, infatti, sono stati i turisti che hanno visitato le aree archeologiche ed etnografiche di Sant’Antioco. «Quest’anno abbiamo lavorato tanto sul marketing – spiegano alla cooperativa Archeotur – pubblicizzando siti e attività con varie iniziative pubblicitarie presso agenzie di viaggio, hotel e villaggi turistici del territorio. Ma anche con la distribuzione in loco di materiale pubblicitario e grazie anche alla costante promozione dell’isola fatta dall’amministrazione comunale e dalla Provincia di Carbonia Iglesias attraverso i vari canali di informazione». I dati delle presenze poi parlano chiaro. A giugno i visitatori delle aree archeologiche e musei cittadini sono stati 5.705 di cui il 43 per cento di oltre Tirreno prevalentemente veneti e lombardi. Il 32 per cento invece sono stati sardi, di cui la maggior parte della provincia di Cagliari, seguito dal 25 per cento di stranieri: per lo più tedeschi e francesi su tutti e alcuni arrivati da oltreoceano. A luglio le presenze totali sono state invece 5.401. Per il 63 per cento di oltre Tirreno e stranieri tra cui molti inglesi, francesi e spagnoli. Il rimanente 32 per cento invece è stato occupato da turisti isolani. Nel mese di agosto si è avuto il boom con 7.119 visitatori una presenza di turisti stranieri pari al 18 per cento. I sardi sono stati il 21 per cento mentre i turisti dalla penisola sono stati il 58 per cento. Tra gli stranieri i più numerosi sono stati i francesi ma sono state rilevanti anche le presenze di tedeschi, inglesi e spagnoli.
(Fonte:Unione Sarda)


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